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 Ambiente, l'Italia contro l'Europa:

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Durendal
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MessaggioTitolo: Ambiente, l'Italia contro l'Europa:   Lun Ott 20, 2008 1:22 am

Adnkronos


Secondo l'ultimo rapporto dell'"Arctic Report Card", redatto annualmente dai maggiori climatologi di dieci Paesi, il Polo Nord si sta sciogliendo a velocità crescente - intanto quest'autunno ha registrato una temperatura superiore di cinque gradi a quella dell'anno scorso. Una "notiziola" di un certo interesse, tra un delitto e l'altro, tra un'uscita di Brunetta e l'altra. Eppure, diciamoci la verità, la sensibilità di massa all'ambiente e al rischio di una (non lontanissima) catastrofe climatica è oggi, in Italia, in caduta libera - decenni di "pensiero unico" neoliberista hanno prodotto anche questa specifica, drammatica regressione. Alle classi dominanti, ad una imprenditoria dedita, nel migliore dei casi, al profitto a breve, dell'ambiente, del destino della specie umana, della sorte delle generazioni future, non gliene importa nulla - e comunque non ci crede, vuoi per indifferenza vuoi per cecità vuoi per abissale ignoranza. In più, ci si mette, se così si può dire, la crisi dei mercati finanziari e anzi dell'economia capitalistica: invece di usare l'occasione - quasi strepitosa - per rimettere in discussione il modello di sviluppo che ha generato la crisi, o almeno per cominciare a rifletterci su, si fa l'esatto opposto. Se ne trae la conclusione che, ora, è il momento di rilanciarlo "alla grande", quel modello, con generosi e pochissimo liberisti aiuti di Stato.


Diamine, come dice Renato Schifani, vi sembra il caso di dilettarsi con questi "lussi" del rispetto dell'ambiente, quando domina l'emergenza economica? Così la seconda carica dello Stato si fa sberleffo della prima, Giorgio Napolitano, che un momento prima aveva provato a spezzare una pur timida lancia a favore dell'ecologia. Così, c'è da giurarci, cresce nel senso comune la convinzione che quelle dell'Europa son tutte balle, sciocchezze, ubbìe - "politica", come ormai viene spregiativamente definito tutto ciò che esula dall'apparenza immediata, tutto ciò che va oltre l'istantaneità del presente.. Non è forse vero, come scriveva ieri il "Finacial Times", che il governo Berlusconi gode di un consenso massiccio e di un sostegno da parte di alcuni media di natura che l'autorevole quotidiano conservatore chiama "nordcoreano"?
Detto tutto questo, però, resta abbastanza incredibile quel che sta succedendo in questi giorni, nello scontro - durissimo - che oppone il governo italiano all'Europa. Non era forse mai accaduto che questo Paese fosse rappresentato, fuori dai confini nazionali, da posizioni tanto scandalose: ora, la proposta italiana, che certo troverà il caloroso sostengo della (sola) Polonia, è addirittura, quello di rinviare sine die - di un anno, di quindici mesi, di due anni - ogni applicazione del piano "20-20-20" (la riduzione entro il 2020 del 20 per cento delle emissioni di biossido carbonio e la contestuale espansione al 20 per cento delle fonti di energia rinnovabile). Non era mai successo, forse, che un Governo fosse ridotto a puro tappetino delle "rivendicazioni" di Confindustria - anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha il suo da fare con l'opposizione della Bdi (la Confindustria tedesca), ma regge lo scontro con dignità. Non si era mai visto un ministro, anzi una ministra dell'ambiente così spudoratamente contro l'ambiente, come appare oggi la signora Prestigiacomo (per altro, i ministri "contro" sono una specialità di questo Governo: la Gelmini non è forse all'opera, alacremente, contro la scuola? Sacconi non sta pianificando la distruzione di quel che resta del Welfare? Angelino Alfano non è un avvocato rampante che ce l'ha a morte con la giustizia?). In verità, sta succedendo qualcosa che va perfino oltre la pur cruciale questione ambientale: la esplicita, arrogante, quasi trasparente rivendicazione dei disvalori. Abituati come eravamo all'ipocrisia (e anche all'equilibrio) democristiano, non abbiamo visto (in tempo) la trasmutazione regressiva delle nuove "classi dirigenti": ora, nel momento storico che stanno vivendo, non si nascondono più. Proclamano apertamente la disuguaglianza, sociale e giuridica. Appoggiano senza infingimenti banchieri e industriali. E così via. E affermano, appunto, che l'emergenza ambientale non esiste - e se per caso esiste, è irrilevante, o è l'invenzione di qualche scienziato pazzo, in cerca di pubblicità. In altre epoche avrebbero detto che è tutto nasce da un complotto comunista - adesso, con Barroso e Sarkozy alla guida della Ue, usano altri e più pedestri argomenti. Quando un ministro che di ambiente visibilmente non sa nulla, come Renato Brunetta, arriva a dichiarare che "il piano Ue è una follia", quando si snocciolano cifre spropositate per dimostrare che inquinare meno (pochissimo meno di quanto oggi si inquina, in un Paese, il nostro, che viola da anni i mitissimi protocolli di Tokyo e paga per questo multe salatissime) uccide l'industria e le famiglie, quando, insomma, i palazzi del potere rivestono la loro politica reazionaria di agitazione nazionalistica e "antipolitica" (antieuropea), vuol dire che la storia si è rimessa a girare all'indietro molto più di quanto abbiamo pensato e immaginato.
Aveva proprio ragione Carlo Marx, quando, nel lontano 1857, scriveva che quando "il valore di scambio cessa di essere la misura del valore d'uso la produzione basata sul valore di scambio crolla". La mercificazione di tutto è la folle risposta che il capitale dà alla sua crisi epocale - fino al punto da mettere in discussione la sopravvivenza della civiltà e della stessa specie umana. Il dibattito sull'emergenza ambientale è tutto dentro questo quadro in fondo classico: la contraddizione insanabile che si sta producendo tra forze produttive e rapporti di produzione. Non crediate che siano esagerazioni, o previsioni apocalittiche. E' quasi solo marxismo spicciolo.

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MessaggioTitolo: Re: Ambiente, l'Italia contro l'Europa:   Lun Ott 20, 2008 1:33 am

Sò che è un articolo lungo, ma chiunque preserva ancora un minimo di buon senso lo dovrebbe leggere...
Pensa te che oggi ho sentito dire "i politici sono tutti corrotti, ma io ho votato Berlusconi che è il male minore" che sono corrotti è vero, ma definire "male minore" un uomo che prima ci ha rimbecilliti col suo monopolio mediatico; ora ci vuole rimbecilire anche a livello culturale, la gente è vittima dell'ignoranza già ora, con le riforme che stà facendo sulla scuola, la cultura sparirà completamente; un uomo che sostiene il liberismo, che è chiaramente un metodo economico superato come dimostrano 2 crisi in 80 anni e che è contro lo stato sociale, unica maniera per superare la crisi, che in un hanno di governo ha fatto perdere il posto a 80.000 persone, ha diminuito i fondi alla ricerca e presto altre persone perderanno il posto di lavoro. Ora il signor male minore fa passare la nostra terra un tempo(e capiamoci 500 anni fa!) culla della cultura, come un paese di ignoranti andando contro l'europa e fregandosene dell'ambiente...
Chi dice che Berlusconi è il male minore è solo un deficente, chi lo sostiene è solo un deficente, ma purtroppo ormai vivo in un paese di deficenti dotati di enormi paraocchi... Ragazzi io ho uno schifo tremendo addoso, la destra non ha mai fatto così schifo da 60 anni a ora... dite la vostra perfavore, spero di trovare un minimo di consensi...
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MessaggioTitolo: Re: Ambiente, l'Italia contro l'Europa:   Lun Ott 20, 2008 11:06 am

Non so che dire perchè la mia posizione è più che radicale da molto tempo, e lo schifo ormai accompagna comue un daimon ogni giorno che vivo, ogni giornale che leggo o canale 500 di sky che accendo.
Hai detto benissimo l'Italia è un paese di deficienti munit se va bene di paraocchi, ma io direi ormai cechi del tutto, dacchè i paraocchi implicano un possibile ritorno alla viste, il quale personalmente io dispero... Il mio pensiero infatti è pessimistico, fosse per me salverei Roma (ma solo xk è la mia città e la amo) e altri 1000 Italiani decenti e farei affondare il resto del paese in stile Titanic.
L'ambiente è la dimostrazione che il sistema italiano è marcio, ma non quel marcio che si puo togliere con un colpo di coltello, ma marcio dentro, insanabile.
E viene meno anche la voglia di lottare, xk so che forse delle 100000 persone che vengono alle manifestazioni un decimo manifesta con cognizione di causa.
Io sono sempre stato un ambientalista, ma ormai mi sono reso conto che alla gente non importano gli avvertimenti, ma quando sarà la crisi, quando il petrolio finirà, allora tutti saranno terrorizzati e diranno d'averlo sempre saputo o semre detto.
Giudizio finale sull'Italia?
Un paese bellissimo abitato da teste di cazzo.

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MessaggioTitolo: Re: Ambiente, l'Italia contro l'Europa:   Lun Ott 20, 2008 4:37 pm

Non voglio criticare la tua città, ma non è piena di fasci????
Detto ciò, se l'italia è marcia è colpa di una classe dirigente che ci ha rincoglionito lentamente, ma inesorabilmente ed ora tanta gente non riesce più nemmeno ad essere obbiettiva. Siamo veramente a livelli bassissimi.

IL MIO SOGNO è LA SPAGNA... speriamo che non crolli anche lei che è la mia ultima isola.

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MessaggioTitolo: Re: Ambiente, l'Italia contro l'Europa:   Ven Ott 24, 2008 12:29 pm

W ZAPATERO!!

Sisi speriamo k almeno la Spagna socialista regga...


Cmq si a Roma c so un sacco d fasci ma io ho scritto ", fosse per me salverei Roma " nn i Romani!!

E cmq nn c sono + fasci qui k altrove anzi...la situazione è buona direi sisi!!

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MessaggioTitolo: Re: Ambiente, l'Italia contro l'Europa:   Ven Ott 24, 2008 2:33 pm

Il voler risolvere il problema dell'inquinamento è un'utopia non solo italiana, ma mondiale.

Siamo destinati ad estinguerci a causa nostra, e non c'è modo di evitare che questo accada. Pessimistico? no, realistà, quando l'egoismo è alla base dell'esistenza umana non si può pretendere di cambiarlo. Ci renderemo conto dell'errore solo quando questo ci porterà all'estinzione.
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MessaggioTitolo: Re: Ambiente, l'Italia contro l'Europa:   Sab Ott 25, 2008 6:57 pm

Light Yagami ha scritto:
Io sono sempre stato un ambientalista, ma ormai mi sono reso conto che alla gente non importano gli avvertimenti, ma quando sarà la crisi, quando il petrolio finirà, allora tutti saranno terrorizzati e diranno d'averlo sempre saputo o sempre detto.

Siamo d'accordo su qst punto almeno....

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MessaggioTitolo: Re: Ambiente, l'Italia contro l'Europa:   Dom Ott 26, 2008 2:46 am

ragazzi è prorpio finchè si parlerà così che non si otterrà niente...
Le fonti rinnovabili ci sono e ci sono anche i presupposti per una educazione ecologica da dare alla gente. Ora dobbiamo vedere se la gente è in grado di fare il salto di qualità a livello culturale, purtroppo ultimamente la scienza si è evoluta più velocemente della cultura, ci potremmo definire come bambini che già possiedono un auto. Molto probabilmente non la sapremo guidare, però è anche vero che nella storia l'uomo si è sorpreso più volte ad evolversi quando non se lo sarebbe aspettato.
Comunque in casi estremi non credo all'estinsione, la decimazione è possibile, ma l'estinsione, non credo.

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MessaggioTitolo: Re: Ambiente, l'Italia contro l'Europa:   Dom Ott 26, 2008 10:37 am

Ridurre l'inquinamento non è solo una questione di mentalità. Dietro all'inquinamento ci sono una miriade di traffici che non avete idea. Ridurre l'inquinamento significa togliere i soldi alle multinazionali, quindi anche se noi ci mettiamo a mettere la bottiglietta di plastica nel contenitore della plastica e quella di vetro nel contenitore per il vetro, finchè le continueranno e speculare in questo modo sul consumismo, serà del tutto inutile.

Per capire questo basta pensare che circa l'85% dei beni realizzati, hanno il solo ed unico scopo di rompersi al più presto. Le multinazionali realizzano prodotti con il semplice scopo di farli durare quel poco tempo necessario a rendere il consumatore soddisfatto e convincerlo a comprarne un'altro. I telefonini, i computer, dopo 2 anni sono inutili, vecchi, superati, e non è solo colpa dell'evoluzione tecnologica come tutti credono. Alla base dell'inquinamento c'è un consumismo mondiale che nn diminuirà se ci limitiamo a fare la raccolta differenziata, anzi.

So che non dovrebbe essere questo il modo di pensare, ma purtroppo è così, io nn vedo vie di scampo a questa situazione. C'è da sperare che principalmente che il crollo avvenga quando l'uomo sarà in grado di produrre energia con mezzi alternativi e ben sviluppati, perchè se avvenisse ora, l'uomo di sicuro non sopravviverebbe..
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